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Una rubrica di informazioni e curiosità

amici a quattro zampe

In questa rubrica verranno pubblicati di volta in volta i consigli sulla salute dei nostri amici a quattro zampe, sotto la supervisione del nostro esperto scientifico Amilcare che vedete ritratto in tutto il suo splendore nella foto qui accanto.

la nostra struttura è accreditata al servizio di sterilizzazione finanziata dalla regione lombardia

La Regione Lombardia a maggio del 2015 ha approvato il ” Piano regionale degli interventi di educazione sanitaria e zoofila di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo 2015-2017” . Nell’ambito degli interventi del controllo demografico delle popolazioni di cani e gatti le ex Asl di Milano e Lodi hanno attivato un servizio di sterilizzazione di cani e gatti mediante il sistema dei voucher. Il “servizio prevede il rilascio ad un Ente o ad un cittadino che ne abbia i requisiti, di un buono ( voucher) valido ad ottenere un intervento gratuito di sterilizzazione di un cane o di un gatto presso un medico veterinario scelto liberamente tra tutti quelli accreditati per l’affidamento del servizio di sterilizzazione . Il medico veterinario accreditato , fatturerà ad ATS (agenzia tutela salute) della città metropolitana di Milano il controvalore dei voucher ricevuti”. I veterinari liberi professionisti hanno tempo sino ad aprile del 2016 per aderire al piano.

sterilizzazione di cani e gatti

chirurgia veterinaria

La sterilizzazione di cani e gatti attraverso l’asportazione delle gonadi è la più comune procedura chirurgica per ottenere diversi obiettivi come l’eliminazione dei cambiamenti di comportamento associati al ciclo ormonale, il controllo della popolazione canina e felina e la prevenzione di patologie legate alla non sterilizzazione come tumori mammari, iperplasia cistica endometriale o infezioni all’utero come endometriti e la piometra.

In questa sede discutiamo dei vari metodi che si possono mettere in pratica per ottenere lo stesso risultato ovvero la sterilizzazione della femmina di cane o gatto e le osservazioni che il proprietario deve fare per capire se il professionista a cui si rivolgerà sia nelle condizioni operative necessarie per garantire non solo il risultato ma il massimo del conforto per il nostro paziente a quattro zampe ovvero l’assenza di dolore durante e postoperatorio, anche perché il nostro amico non potendo parlare non potrà mai raccontarci le sue sensazioni anche sgradevoli.

La sterilizzazione può essere ottenuta chirurgicamente mediante l’ovario-isterectomia (asportazione di utero e ovaie) oppure mediante la semplice ovariectomia. Gli studi effettuati dimostrano che non vi sono differenze nel tipo e nella percentuale di comparsa di potenziali complicanze come ad esempio l’incontinenza urinaria, endometriti etc. In Europa a differenza degli Stati Uniti la pratica più diffusa per sterilizzare è l’ovariectomia. A favore di quest’ultima tecnica è la minore superficie di incisione di cute e sottocute che permette oltre che una maggiore velocità di esecuzione, rispetto all’ovario-isterectomia, un conseguente tempo di anestesia inferiore con stress chirurgico e dolore postoperatorio minori . Di contro, un rarissimo evento potrebbe essere la possibilità di comparsa di tumori all’utero nei soggetti sottoposti alla sola ovariectomia mantenendo di fatto l’organo. Ma se l’ovariectomia viene effettuata in soggetti giovani , prima del primo calore, quest’ultimo inconveniente si riduce sino ad essere una eventualità remota. Naturalmente in pazienti non più giovanissimi in caso di sterilizzazione è bene effettuare l’asportazione dell’intero apparato riproduttivo ( utero ed ovaie). Altro sistema che si può mettere in atto è la chirurgia mininvasiva mediante laparoscopia. Questa tecnica permette di minimizzare l’incisione cutanea e lo stress chirurgico dovuto alla trazione del peduncolo ovarico. Vantaggio che si manifesta se il paziente è di medie o grandi dimensioni mentre scompare per gatti e cani di piccole dimensioni in quanto l’incisione chirurgica anche nella tecnica tradizionale è talmente piccola da far perdere il vantaggio della laparoscopia. Di contro ci sono gli alti costi delle attrezzature e di conseguenza della lievitazione del prezzo della prestazione al proprietario e la necessità di insufflare con anidride carbonica l’addome del paziente e quindi di un più attento e sofisticato controllo anestesiologico. Infine è necessario tenere in conto la possibilità che in caso di complicanze si debba comunque passare rapidamente alla tecnica tradizionale.

In conclusione il proprietario del nostro amico a quattro zampe deve essere così accorto da verificare che il medico veterinario che propone l’intervento spieghi ,attraverso la lettura e la successiva firma del consenso informato, la tecnica che verrà effettuata ed il tipo di anestesia che verrà messa in atto con la conseguente strategia per evitare qualsiasi forma di dolore al nostro amico; oltre a chiedere al professionista di mostrare la sala chirurgica ed i monitoraggi a disposizione ed il loro utilizzo.

I nostri amici a quattro zampe dovrebbero essere sottoposti a pratiche sanitarie solo se sicure e tutto ciò passa solamente attraverso una corretta informazione di chi ne tutela la salute ovvero i proprietari.

 

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La Leishmaniosi

Il vaccino come forma di prevenzione

leishmaniosi canina

 

E’ una infezione causata da un parassita microscopico (la leishmania) trasmesso al cane tramite la puntura di insetti simili a zanzare chiamati flebotomi o pappataci. Se il vostro cane viene infettato da questo parassita, i sintomi possono non essere evidenti immediatamente. I segni da osservare includono febbre, perdita di pelo ( in particolare attorno agli occhi), calo di peso, ulcere cutanee e problemi alle unghie. Possono essere colpiti anche organi interni, con comparsa di anemia, artrite e grave insufficienza renale. Questa malattia è spesso mortale ed i trattamenti possono solamente controllare i sintomi, ma non curare la malattia. Ci sono due milioni e mezzo di cani in Europa attualmente infettati da questo parassita.

Dove prende la malattia il nostro cane?

Dovunque sia presente il pappatacio. In Italia ormai anche al nord, ma sicuramente in tutto il centro sud , le isole, in tutte le zone di mare compreso il nord ( Liguria, Toscana). In tutte le nazioni che si affacciano sul mediterraneo, Slovenia, Croazia, Grecia, Spagna, Francia.

Come si può prevenire la Leishmaniosi?

In passato si poteva solo tentare di tenere lontano il pappatacio con l’utilizzo di antiparassitari repellenti per l’insetto( collarini , spot on etc.) . Ora si può abbinare anche il vaccino per raggiungere un livello di protezione vicino al 99%. La prevenzione vaccinale il primo anno include il test e tre iniezioni a distanza di tre settimane ciascuna, da effettuare molto prima dell’estate, poi, per mantenere la protezione, un solo richiamo annuale.

In ogni caso è bene che tutti i cani che durante la stagione estiva hanno frequentato zone a rischio vengano sottoposti da dicembre in poi al test per escludere il contagio.

Arriva la neve. Come proteggere i nostri beniamini.

 

L’arrivo della neve è un occasione di divertimento per la maggior parte dei nostri beniamini che lasciati liberi di scorrazzare sul manto bianco vi dimostreranno tutta la loro gioia tuffandosi e riaffiorandone con il pelo innevato ma attenzione a non abbassare la guardia perché molte sono le insidie alla salute del nostro amico.

 

La neve provoca facilmente delle screpolature sui cuscinetti plantari che esitano in vere e proprie ferite quindi è buona norma proteggerli ungendoli con vaselina o con creme apposite come la winter pad. Il sale e le sostanze antigelo che vengono sparse sui marciapiedi e sulle strade sono decisamente aggressive sulla cute delle zampe dei nostri amici e a volte provocano forti irritazioni e può essere necessario provvedere alla loro protezione con delle scarpette. Correre o camminare sulla neve produce delle palle di ghiaccio e neve che si attaccano al pelo dei cani è corretto eliminarle senza strapparle ma scioglierle con panni tiepidi inumiditi o con bagni di acqua tiepida.

Bisogna evitare che il freddo e la neve provochino malattie da raffreddamento a cui sono più predisposte le razze di taglia piccola e con pelo raso. Va evitato che il nostro beniamino attratto dalla sofficità della neve ne ingerisca una quantità tale da provocare diarrea e nei casi gravi addirittura ustioni sulle mucose delle prime vie digerenti come l’esofago. In città va posta attenzione anche all’ingestione di neve contaminata da sale e sostanze antigelo che sono tossiche e danno vomito e diarrea a volte grave. Anche gli occhi vanno protetti specie in montagna perché il riverbero del sole sulla neve può causare danni agli occhi. Noi umani ci proteggiamo con gli occhiali da sole ma è difficile farli indossare ai cani , anche se qualcuno ha provato a commercializzarne di adatti ai nostri beniamini. Soluzione più semplice è l’utilizzo di pomata o colliri formulati appositamente per proteggere gli occhi dal sole.

Insomma non priviamoci di una bella passeggiata nella neve ma siamo accorti e non trasformiamo un divertimento in una pericolosa .

zampe sono preziosi spunti di informazione, o esempi su come intervenire in casi specifici scarsamente documentati. Un modo per rimanere aggiornati, informati e tutelati.

Apri la vetrina

Il parto e lo svezzamento dei cani di razza brachicefala

 

Il parto e lo svezzamento dei cani di razza brachicefala (prima parte)

Il mese scorso abbiamo affrontato gli aspetti dell’accoppiamento e della gravidanza del cane . In questo numero entreremo nello specifico del parto delle razze a rischio ed il prossimo mese affronteremo la gestione dei neonati.

Abbiamo già evidenziato come alcune razze di cani per questioni anatomiche abbiano difficoltà nel partorire spontaneamente e quindi sia necessario intervenire con un parto cesareo programmato o d’urgenza nel caso in cui tutti i dati a disposizione ahimè non siano stati sufficienti a prevedere il momento esatto del cesareo o peggio il proprietario non sia stato accorto e abbia gestito la gravidanza ed il parto in modo “fai da te” .

Tutte le razze brachicefale ovvero che hanno il muso schiacciato come i Boxer, i Carlini, i Bulldog inglese , i Bouledogue francesi, i Boston terrier, il Pechinese, il Cavalier King, il Charles Spaniel, lo Shar-pei, il Lhasa Apso, lo Shih Tzu, il Dogue de Bordeaux, ed il Bullmastiff sono cani che è necessario sottoporre a parto cesareo perché i diametri della testa non permettono il parto naturale oltre che la possibilità che parti languidi portino a sofferenza e morte dei cuccioli. Il parto cesareo va programmato e l’abilità del medico veterinario è innanzi tutto decidere quando intervenire per avere il massimo dei risultati: cuccioli vivi e vitali e la madre sveglia per poterli accudire da subito. La scelta del momento giusto si avvale di alcuni dati clinici molto importanti: in fase finale di gravidanza va titolato il progesterone e i valori riscontrati insieme ai sintomi di avvicinamento del parto, come la discesa della temperatura basale, l’irrequietezza della mamma che inizia a scavare, scariche di diarrea, eventuale vomito,ci indurranno a pensare che il termine è giunto. Una ecografia con un veterinario operatore esperto ci dirà che i cuccioli sono vitali ben formati e se la frequenza cardiaca sarà scesa verso i 180 battiti al minuto si dovrà provvedere alla chirurgia pianificando al più presto il parto cesareo.

Naturalmente il cesareo nelle razze brachicefale non è una passeggiata. La conformazione anatomica delle vie respiratorie di questi cani prevede di pianificare al meglio l’anestesia, che dovrà prevedere una induzione endovenosa con un anestetico a rapido effetto che abbia il minimo impatto sui cuccioli per effettuare prima possibile l’intubazione tracheale e la somministrazione di ossigeno e anestetico inalatorio quest’ultimo in quantità ridotte ed effettuare una anestesia locale sulla linea di incisione. Nei cani agitati si potrà prevedere una premedicazione leggera ed associare una anestesia epidurale solo se il veterinario è in grado di effettuarla velocemente senza perdere tempo altrimenti il solo alogenato potrà bastare come ipnotico almeno fino alla completa estrazione dei cuccioli e a questo punto si potranno utilizzare anche analgesici con lo scopo di diminuire l’anestesia generale per terminare l’intervento . A differenza di una paziente non in gravidanza la partoriente presenta una serie di problematiche importanti come l’ipotensione, il deficit respiratorio per pressione dell’utero sul diaframma, l’ipovolemia, gli effetti sedativi del progesterone, la possibilità del rigurgito e del vomito per la diminuzione del tono dello sfintere esofageo, tutto ciò va controllato in anestesia mediante un adeguato monitoraggio.

La nostra paziente dovrà risvegliarsi rapidamente e non presentare dolore così da leccare i cuccioli subito ed allattarli. Poi subito a casa nel proprio ambiente perché dovrà dimenticarsi del cesareo e pensare solo ai propri cuccioli!

Apri la vetrina

Anche il coniglio da compagnia ha bisogno di cure veterinarie!

Cura del coniglio

 

Pensavo che quello del titolo fosse un concetto ben assodato nell’opinione nelle persone che ospitano un coniglio, ma l’esperienza nel mio ambulatorio di questi ultimi mesi mi ha fatto ricredere. Ben due persone mi hanno portato, in un caso un coniglio morente, nell’altro un coniglio con incisivi lunghi come le zanne di un elefante ed incapace di alimentarsi in modo adeguato ed entrambe in anni di vita dei rispettivi animali non li avevano mai fatti visitare da un veterinario! Tutte e due si sono giustificate dicendomi che il negoziante che glieli aveva venduti, insieme al mangime, la gabbia e quant’altro, aveva affermato che non avrebbero avuto bisogno di nulla e ancor meno di essere visitati da un veterinario.

Quindi spero che le informazioni, non solo sanitarie, di queste poche righe servano a diffondere la giusta idea che anche il coniglio debba essere controllato con il fine di tutelarne la salute garantendogli una lunga vita.

Veniamo al dunque. Il coniglio è un erbivoro e come tale è in grado di trasformare alimenti vegetali in proteine per merito dell’ intestino cieco molto sviluppato che contiene dei microrganismi in grado di scomporre anche la cellulosa , per capirci è in grado di trasformare la carta in alimento, naturalmente questo non significa che va alimentato con la carta ma semplicemente che una alimentazione corretta prevede che mangi esclusivamente erba o verdura in foglia

( no cavoli), in mancanza dei quali si può provvedere con il fieno.

Il coniglio va vaccinato per proteggerlo da due malattie mortali che sono: la malattia emorragica e la mixomatosi. Va sottoposto ad un esame del sangue per sapere se è portatore di encephalitozoon cuniculi malattia che oltretutto è potenzialmente una zoonosi quindi trasmissibile all’uomo. In sede di prima visita va controllato che non abbia parassiti esterni come acari della rogna sarcoptica ed otodectica , pulci, cheyletielle che possono dare prurito anche agli umani conviventi oltre alle micosi anch’esse trasmissibili alle persone. Ricordarsi di non usare mai antiparassitari contenenti il fipronil perché causa di morte nel coniglio.

Vanno controllati con frequenza i denti ai conigli nani che per errori alimentari o anche per predisposizioni genetiche soffrono spesso di mal occlusione, I denti del coniglio sono tutti a crescita permanente e se non si consumano con un alimentazione corretta è necessario intervenire chirurgicamente per pareggiarli ed in casi gravi è prevista la loro estrazione. I conigli sono sensibilissimi agli errori alimentari che possono condurre a morte. Sono coprofagi ovvero mangiano le proprie feci che contengono vitamine e sali minerali prodotti dall’intestino cieco e che sono indispensabili per la salute coniglio. Sono sensibilissimi al dolore e qualsiasi stato di salute lo provochi può essere esso stesso causa di morte e quindi va trattato con antidolorifici al più presto e risolvendone la causa. I conigli sia maschi che femmine vanno sterilizzati per evitare aggressività e malattie gravi come le infezioni uterine. Potrei continuare a raccontare tanti altri problemi di salute che possono interessare il nostro erbivoro ma lo spazio non me lo permette comunque è bene sapere che sono problemi che si possono prevenire solo con costanti controlli veterinari e che chi li alleva e li vende con criterio conosce e quindi dimostra la propria professionalità consigliando di scegliere un veterinario di fiducia che segua il nostro beniamino per tutta la sua vita.

Animali news

Dopo le polemiche sulla composizione dei mangimi per cani e gatti sollevate dalla trasmissione Report finalmente c’è maggiore interesse riguardo la formulazione di diete casalinghe predisposte dai medici veterinari. Comunque la maggior parte dei proprietari di animali continua ad essere recalcitrante a spendere il proprio tempo per cucinare la pappa ai propri animali, non considerando il notevole risparmio in denaro che si ottiene con l’utilizzo di materie prime fresche. I cani risultano più contenti di mangiare pappe cucinate a differenza dei gatti che se non sono abituati sin da piccoli alla dieta casalinga difficilmente vi si adeguano.

La Regione Lombardia a maggio del 2015 ha approvato il ” Piano regionale degli interventi di educazione sanitaria e zoofila di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo 2015-2017” . Nell’ambito degli interventi del controllo demografico delle popolazioni di cani e gatti le ex Asl di Milano e Lodi hanno attivato un servizio di sterilizzazione di cani e gatti mediante il sistema dei voucher. Il “servizio prevede il rilascio ad un Ente o ad un cittadino che ne abbia i requisiti, di un buono ( voucher) valido ad ottenere un intervento gratuito di sterilizzazione di un cane o di un gatto presso un medico veterinario scelto liberamente tra tutti quelli accreditati per l’affidamento del servizio di sterilizzazione . Il medico veterinario accreditato , fatturerà ad ATS (agenzia tutela salute) della città metropolitana di Milano il controvalore dei voucher ricevuti”. I veterinari liberi professionisti hanno tempo sino ad aprile del 2016 per aderire al piano. Finalmente un programma distribuito sul territorio, sempre che molti veterinari aderiscano, che permetterà ai proprietari di cani e gatti con scarse disponibilità economiche di provvedere alla sterilizzazione dei propri beniamini nei pressi del proprio domicilio. Al contrario di ciò che era stato fatto la volta precedente accentrando in unica struttura questa facilitazione senza discriminare su basi di reddito con il risultato di aver favorito con soldi pubblici persone senza problemi economici! Non siamo a conoscenza di quale sarà la data di partenza del programma.

Cambiano le linee guida internazionali per i programmi vaccinali di cani e gatti: tre le vaccinazioni per i cuccioli di cane a partire dalle 8 settimane di età e richiamate a distanza di un mese tra loro , poi richiamo dopo un anno e ogni tre anni e una vaccinazione annuale con il nuovo vaccino contro la leptospirosi contenente i 4 ceppi più diffusi del batterio. Vaccinazione antirabbica ogni 3 anni. Per i gatti dalle 8 settimane di età tre vaccinazioni a distanza di un mese poi richiamo all’anno di età e richiami triennali. Per la antirabbica rimangono i richiami annuali.

Un esame del sangue annuale salva il cane ed il gatto dalla subdola malattia renale. Un cane su dieci ed un gatto su tre sviluppano una nefropatia cronica. La diagnosi fatta l’aumento della creatinina non lascia più margine di recupero perché ormai solo il 25% dei due reni è ancora funzionante e quindi insufficiente ad una vita normale. Attualmente è disponibile un biomarker : la dimetilarginina simmetrica (SDMA) che evidenzia la malattia renale quando ancora non ci sono sintomi e quando la percentuale di perdita di funzionalità renale è solo del 40% (rimangono il 60% dei nefroni funzionanti) e questo ci permette di curare precocemente il nostro beniamino! Basta un esame del sangue per allungare la vita ai nostri cani e gatti !

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