Chirurgia

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CHIRURGIA GENERALE: DR.SSA MANUELA CASSINELLI

cuccioli dal veterinario

Laureata a Milano nel 1997, dopo 6 anni di servizio presso una struttura di Pronto soccorso veterinario di Milano con competenze di medicina e clinica d'urgenza. Dal 2002 entra nell'organico dell'ambulatorio occupandosi prevalentemente di chirurgia generale.

I TUMORI DELLA MAMMELLE NEL CANE E NEL GATTO: 
NOVITÀ DIAGNOSTICHE

I tumori mammari del cane e del gatto rappresentano il terzo gruppo più diffuso tra i tumori di queste specie animali. 
Nella gatta il 90% sono forme maligne con prognosi infausta a differenza della specie canina dove le forme maligne sono di poco superiori a quelle benigne. In ambedue le specie animali la sterilizzazione precoce si è dimostrata in grado di diminuire fortemente l’incidenza dei tumori mammari, che è risaputo sono legati all'attività degli ormoni ovarici. 
Nel cane il tumore maligno più rappresentato a carico della mammella è il carcinoma complesso mentre nella gatta è il carcinoma tubulo papillare semplice con metastasi più frequenti. Il trattamento d’elezione è ancora il trattamento chirurgico mediante mastectomia. Le probabilità di successo sono legate alla precocità di intervento e quindi alla dimensione del tumore asportato. Se si tratta di piccoli noduli inferiori al centimetro di diametro l’asportazione del singolo nodulo con il relativo esame istologico, in caso si riveli un tumore benigno o maligno allo stadio iniziale, può evitare la mastectomia dell’intera fila mammaria. È molto utile che il proprietario identifichi precocemente qualsiasi nodulo mediante palpazione (è sufficiente accarezzare frequentemente il proprio amico a quattro zampe) e sottoporlo al parere del proprio veterinario evitando di dover asportare masse di grandi dimensioni con chirurgie molto invasive e con maggiore probabilità di una prognosi sfavorevole.
In ogni caso l’esame istologico è obbligatorio come primo passo dopo la chirurgia per la classificazione del tumore. 
L’esame citologico, in fase iniziale, rispetto a quello istologico non è sempre diagnostico; viceversa ha valore se fatto sui linfonodi regionali per valutare le metastasi o se effettuato nei pressi delle cicatrici di precedenti mastectomie per valutare le recidive, inoltre nella cagna avendo una prevalenza di tumori mammari misti, cioè composti da forme maligne e benigne, è facile con la sola citologia sottostimare le forme maligne. 
Nella gatta al contrario della cagna i tumori mammari sono forme monomorfe più simili a quelle della donna (quindi maligne o benigne, non miste) per cui l’esame citologico ha più valore. 
Con l’esame istologico si stabiliscono i margini della escissione chirurgica che ha un alto valore prognostico, infatti: se i margini sono puliti da cellule tumorali, i vasi non presentano emboli neoplastici e i linfonodi non presentano cellule maligne più difficilmente si presenteranno delle recidive. L’esame istologico è quindi il primo passo dopo la chirurgia per classificare il tumore. Attualmente sono disponibili ulteriori sistemi di indagine istologica che possono aiutare a classificare meglio il tumore come in campo umano dove l’obiettivo è quello di porre in essere le terapie più adeguate che sono possibili solo proseguendo con la valutazione del grado, dello stadio istologico e della classificazione fenotipica del tumore. 
Recenti studi hanno dimostrato che la cagna ha caratteristiche comuni alle neoplasie ormone-dipendenti della donna, viceversa la gatta può essere un modello per le neoplasie ormone-indipendenti della donna, con la possibilità di applicare gli stessi modelli terapeutici per la donna a queste specie animali. 
In sostanza è buona norma non sottovalutare qualsiasi tipo di nodulo compaia sul corpo del nostro beniamino perché una diagnosi precoce potrebbe salvargli la vita!

Passate a trovarci nel nostro ambulatorio in Via Lessona 2 per richiedere altre informazioni


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